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September 18 Parliamo di sogniSì, parliamo proprio di quei sogni. Quelli che si fanno da bambini.. Quelli che rispondo alla domanda "Cosa vuoi fare da grande?", una domanda che tanti adulti, quando ancora sei alto un metro e un barattolo, ti fanno chinandosi su di te, con un sorriro a trentadue denti.
Sì, perchè, in realtà, non è la prima volta che ci penso, da quando ero alta un metro e un barattolo. Ho desiderato fare la parrucchiera, poi la segretaria di papà. E su questo ultimo mestiere ero fermamente convinta(tutt'ora è un'idea allettante, in effetti). In seguito, più seriamente, l'avvocato penale, poi la biologa, poi la filosofa. Gli ultimi due mi sono stati altamente sconsigliati..per quanto riguarda il primo, è subentrata la disillusione; ho capito che sono fin troppo idealista per intraprendere una carriera simile.
Poi mi sono data alla psiocologia.
Ma c'è una cosa, il termine generico è voluto, un argomento, una materia, che in fin dei conti ha sempre fatto parte di me. Che mi è sempre riuscita facile, se vogliamo..e forse proprio per questo ad un certo punto ho iniziato a darla per scontata finendo per perderla di vista. Ci sono delle conoscenze, in merito a quella materia, che mi porto dietro fin dalle elementari, quando quella materia era una unica ed era sotto il nome di "Scienze", e sono ricordi così spaventosamente netti e vicini che fanno riflettere. Che fanno riflettere me, più che altro.
Ma questo viene dopo, andiamo con ordine. Ero alla filosofia. Poi, a onor del vero, c'è stato il nulla, nulla in cui mi sono trovata a dover fare una scelta che, responsabilmente ho fatto, e mi ha portato alla psicologia. Tuttavia sempre nell'ambito del nulla. Intendiamoci, non ho fatto una scelta frutto del caso, però è stata una scelta responsabile, come ho detto, quindi non perfettamente rispondente ai miei desideri, soprattutto a quelli che non sapevo di avere.
Questo periodo è stato lungo. Parecchio lungo. Per certi versi eterno. E' capitato spesso che io mi chiedessi "Ma io, cosa voglio fare da grande?", senza darmi risposta alcuna. Ed era triste. Non avere un sogno(nemmeno uno!!!) è una cosa proprio triste. Mi dicevo "Ma è mai possibile? Nemmeno uno?"
Credevo di averli persi. Anzi, credevo di non avrene mai avuti.
E invece no. Me l'ero solo dimenticato. Sì, bè, singolare perchè, per adesso, ne ho ritrovato solo uno, non è detto però che non ne saltino fuori degli altri, con il passare del tempo.
C'è stato un momento, un istante critico(o catartico°°), che ancora non ho ben definito, che non riesco ad afferrare, però c'è stato; ed io ho ritrovato il mio sogno.
E voi direte: "Sì, ma chi cazzo se ne frega?"
Infatti, nessuno, però io sono felice e soddisfatta, perciò, tiè, beccatvi questo.
Nessuno vi ha costretto a leggere..
Ora, ci sono diversi, parecchi ed ingombranti ostacoli, fra me e il mio sogno, ma che gusto ci sarebbe stato altrimenti?
Il tempo è poco, le cose da fare una marea. Il mio prgoramma è fitto ed anche un po' pesante, ma è fattibile.
Ce la posso fare(cit.) è quel che mi ripeto da un po', contando sul fatto che sia vero, o che, anche se ancora non lo è, lo diventi presto.
Soprattutto, ce la devo fare.
Non posso mancare una scadenza, non posso avere una distrazione, non posso permettermi errori.
C'è qualcuno che conosco che sarebbe pronto a sostenere che questa sia la mia natura. Sarebbe una grossa fortuna per me, se fosse davvero così, vorrebbe dire che sono a cavallo.
Entro 12 mesi(qualcosa di meno) avrò la risposta.
Nel frattempo mi preparo al parto della mia cagnona, che entro un mesetto dovrebbe diventare mamma per la prima volta, e ad avere la casa invasa da barilotti di pelo instabili e incontinenti.
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